Gay & Bisex
Cap 28 - «Ti è mancato solo il mio culo»
26.03.2026 |
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"«Non sai che spettacolo che sto vedendo, da qua»
«E non lo saprò mai, visto che non mi lasci fare l'attivo neanche mezza volta» sbotto, ma poi mi sale il fuoco in testa quando Drag ruota..."
«DRAG!» Drag casca all'indietro per la sorpresa, addosso all'agente, quando gli salto in braccio e mi ci aggrappo con tutte le forze.
«Ma dio santissimo...» sbotta l'agente, districandosi. «Tenete le vostre effusioni per dopo, fidanzatini»
Me ne può fregar di meno di quello che pensa, quasi piango dalla felicità mentre mi attacco alla bocca di Drag e lo stringo a me.
«Drag...» mormoro ancora, mentre Drag barcolla dentro la cella con me aggrappato a lui come una sedia e un sorriso idiota in faccia.
«Mi sei mancato. Tantissimo.» piagnucolo ancora, su di lui. Passo le dita nel suo ciuffo tinto di rosso e affondo la testa nei suoi capelli. Perfetti.
«Quanta sdolcinatezza» commenta Drag, lasciandomi cadere sulla coperta. Si sfila la canottiera con un movimento fluido e si accende una sigaretta.
«Cristo, che merda l'isolamento» borbotta, dopo un paio di boccate. Mi perdo un attimo nei suoi pettorali, poi mi avvicino a quattro zampe a lui.
«Drag, vieni con me sulla coperta?» mi attacco alla sua gamba e appoggio la testa contro.
Drag ridacchia, mi passa una mano tra i capelli, il tocco è così familiare che mi metto a mugolare. Cristo dio, il suo tocco lo riconoscerei tra mille.
«Arrivo» mi fa, molto compiaciuto. Mi sdraio a pancia in giù sulla nostra coperta e aspetto che finisca di fumare.
«Mi hanno fatto uscire prima» dice, dopo un po'. «Chissà perché»
Quasi mi strozzo nella saliva e affondo la testa nella coperta per non fargli vedere che sono sbiancato.
«Meglio così» mormoro, cercando di sembrare calmo. Di non pensare al motivo per cui è uscito prima.
«Chissà dove hanno messo il Divo» ridacchia, buttando fuori una boccata d'aria. «In celle Deluxe, secondo te? Con le manette diamantate, forse»
Al suono dell'appellativo di quel biondino mi sale la nausea, senza sapere neanche perché. «Chissene» sbotto.
Drag si siede sulla coperta, batte la mano sul pavimento e mi fa cenno di sedermi tra le sue gambe.
Mi acciambello tra le sue braccia e rimango un attimo a godere del suo calore.
«Drag...» mugolo piano, girandomi verso di lui, mentre mi slaccia la camicia. Gli passo la mano sui pettorali, traccio quelle linee tra un muscolo e l'altro, potrei perdermi per sempre solo guardandolo.
Drag ridacchia: «Cas, non fare il birichino. Mi stai facendo il solletico»
«Ti sono mancato?» chiedo, rannicchiandomi contro di lui.
«Ho le palle pesanti» ammette, compiaciuto. «In effetti, perché diavolo stiamo aspettando? Cas, mi sento un prete»
«Che merda, Drag» impreco, allontanandomi di scatto, ma Drag mi acciuffa e mi chiude compiaciuto tra le braccia in una morsa ferrea.
«Non dirmi che ti è mancato solo il mio culo»
«Anche il resto» si corregge, mordicchiandomi la spalla. «Ma il culo un po' di più»
Sento premere sulla schiena, mi chino in avanti, finché non mi ritrovo sdraiato con Drag sopra, molto soddisfatto.
«Un giretto veloce prima di cena» dichiara, tirandomi giù i pantaloni. «Cas, su, fammi felice. Sono in astinenza»
«Cristo Dio, è letteralmente un giorno che non scopi» sbotto, mentre Drag si sveste lui. «No che non sei in astinenza»
«Ho saltato non so quanti giri!» si lamenta, dandomi una manata sul culo, mi afferra le braccia e me le sbatte contro la schiena.
«Ehi, ma che cazzo!»
«Fai il bravo» mi fa, compiaciuto, si tocca un attimo dietro di me, e si china a baciarmi l'entrata.
Mi contorco invano, mi sta mordicchiando tutto intorno, Cristo, non voglio far rumore a quest'ora, sono solo le sette di sera.
«L'antipasto migliore del mondo» ridacchia, si stacca, alcuni attimi dopo mi sento esplorare con due dita, e mi accascio con un gemito rassegnato.
«Drag, ma ti rendi conto che tra un po' dobbiamo andare in refettorio?» mormoro, arrossendo.
«È così bello toccarti da dentro» mi fa, eccitato. «Mi è mancato da morire, il tuo buco»
Affondo la testa nelle coperte, esasperato, mi fa un po' male la spalla per le braccia tirate dietro, a dire la verità.
Si sta strusciando sul solco, tutto gonfio d'orgoglio. «Cas, ti piace il mio cazzo?» chiede, d'improvviso.
«Che... Che?» sbotto, senza afferrare subito la domanda.
«Ti piace il mio cazzo?» ripete, pazientissimo.
«Eh? Ma intendi come scopi?» chiedo, perplesso. «O da guardare? E comunque, il tuo è quello, non è che se non mi piace posso cambiartelo»
«Ti piace o no?» insiste, puntando contro l'entrata, spinge, un po' di secondi dopo mi si piega sulla schiena, mentre gemo esasperato.
«Drag, ti rendi conto che non vado in giro a guardare cazzi a chiunque?»
«Ma eri un marchettaro» sbotta lui, un po' seccato. Posso percepire da qui le ondate di gelosia che sta emanando, mentre stringe ancora di più la presa sui miei polsi e inizia ad affondare.
Mi scappa un gemito quando esce un po', e torna fino in fondo.
«Ah... Si, Cristo, Cas, ti adoro» sospira, iniziando a sbattermi contro il pavimento.
«Ancora non capisco come diavolo facevi quando non c'ero ancora» gemo, quando mi tira su, pianta per bene le gambe accanto alle mie e mi sfonda da sopra, tutto soddisfatto.
«Mi segavo, cosa pensi che potessi fare?» ansima lui, almeno mi ha lasciato le braccia e si limita a sbattere con tutte le forze, ringhiando piano.
«Altro che segarti» quasi mi ribalto quando Drag mi gira a forza e mi spalanca le gambe, rosso dall'eccitazione. «Con la voglia che c'hai adesso penso proprio che ancora un pochino e ti si staccava il cazzo»
«Non ti preoccupare che non mi si stacca» ridacchia, si attacca alla mia bocca senza fermarsi, poi scende, mi mordicchia il collo.
«Mio» ringhia, compiaciuto, mi afferra un pochino il collo e geme piano. Oggi è tutto concentrato a godere da solo, si vede che è relativamente in astinenza. Quasi mi metto a ridere.
«Drag, tu hai problemi seri» commento, mentre si tira una delle mie gambe sulla spalla per cercare l'angolazione migliore.
Gemo quando affonda completamente, compiaciuto all'inverosimile.
«Sei tutto stretto intorno, proprio perfetto» commenta, ansimando, mi chiedo come diavolo faccia a mantenere un ritmo del genere.
Dopo un po' esce, si tocca da solo, leccandosi le labbra, lo guardo imbarazzato, senza neanche chiudere le gambe.
«Cosa mi fissi così?» dico piano, leggermente nervoso. Se non conoscessi Drag, quello sguardo lì mi farebbe pisciare addosso.
«Mi fai venire così fame, Cas» sibila lui, con un sorriso storto. Mi si butta addosso, le mani ai lati della mia testa, e mi guarda dall'alto. Drag mi riempie tutta la visuale di colpo.
«Drag...» mugolo, cerco di spingerlo leggermente più lontano da me, mi mette troppa ansia.
«Cosa c'è?» si mette a ridacchiare, lo so, Drag è così, ma è dannatamente destabilizzante, a volte, Dio santissimo.
Mi avvolge con le braccia, rotola di lato, poi mi tira su in piedi.
«Vuoi farlo contro il muro?» chiedo, senza forze. Mi fa un pochino male il culo, barcollo leggermente quando Drag mi trascina verso la scrivania e mi spinge giù.
«Che bel culo che hai» mi fa, dandomi una palpatina, infilando le dita a tradimento. «Ti piace essere scopato da me?»
Senza aspettare risposta mi sfonda di colpo, mi aggrappo alla scrivania e non riesco a trattenere un gemito.
«Sei così bello piegato a novanta, Cas» ridacchia, afferrandomi i fianchi con soddisfazione. «Non sai che spettacolo che sto vedendo, da qua»
«E non lo saprò mai, visto che non mi lasci fare l'attivo neanche mezza volta» sbotto, ma poi mi sale il fuoco in testa quando Drag ruota il bacino in modo strategico e mi ritrovo a gemere per averlo ancora, maledicendomi.
«Si, così, vai, vai» mi sfuggono senza nemmeno pensarci, arrossisco fino al collo e non so cos'altro fare se non abbassare la testa e fissare il pavimento, mentre Drag è lì che ridacchia.
«Stai godendo come un dannato, non mentire, Cas» sogghigna, mollandomi uno schiaffo sul collo. «Scommetto che vorresti farti scopare per ore da me»
Ho bisogno di tre minuti buoni per riuscire a formulare una frase quasi sensata: «No che non...»
E mi scappa un gemito così forte che vorrei morire per la vergogna, Cristo Dio, Drag ha sbattuto contro il punto giusto, e lo sa. Oh, se lo sa.
«Cas, ma ammettilo, Dio mio, perché continui a fare il santo?» sospira con aria innocente, mi blocca con una mano davanti al petto e mi schiaccia contro il proprio inguine.
«Drag, no...» mi divincolo invano, boccheggio, mi manca l'ossigeno e vedo tutte le stelline volare davanti gli occhi, mi spingo da solo contro di lui, ormai ci ho rinunciato, a fanculo tutti.
«Cas, ma ti rendi conto che stai cercando di fare il santo mentre ti stai letteralmente scopando da solo contro di me?» sogghigna lui, preme forte e mi ritrovo mezzo aggrappato alla scrivania di nuovo, completamente in fiamme.
«Drag, ma... Che... Cazzo...» boccheggio, non posso far altro che puntellarmi disperatamente per non cadere sul ripiano.
«Dillo. Dillo che ti piace» mi sibila vicino all'orecchio, mordicchiando. Sta lasciando una serie di segni, sono sicuro, ma chissene. «Dillo»
«No...» mi strozzo nella saliva, e quasi mi scappa un urlo e mi accascio, vorrei scappare via, non ce la faccio più, ma Drag mi blocca con un braccio sullo sterno e accelera compiaciuto.
Ormai sto per toccarmi da solo, sto morendo, Cristo Dio, voglio finire, devo farlo.
E ho le mani bloccate da Drag, che mi fissa con un sorriso storto.
«Ti prego...» mi ritrovo a supplicarlo, rosso in faccia, quando vedo che non ha assolutamente intenzione di mollarmi.
«Di' che ti piace essere sfondato da me» ribatte lui.
«Ma vaffaAHH!» mi strozzo a metà per uno scatto del bacino di Drag, ma che cazzo, ma seriamente.
«Mi piace essere sfondato da te» quasi lo grido, va bene, hai vinto, cazzo, hai vinto.
«Ti piace e basta, hmm?» sento che mi ha preso l'inguine, e mi stimola con la mano, sbattendo da dietro con soddisfazione.
Ormai non sto più pensando a nulla, solo le sensazioni, ma dio santissimo, Drag, ma vaffanculo.
«Lo adoro» balbetto, mezzo annebbiato. «Ti prego...»
Evidentemente Drag ha ceduto alla mia supplica, perché mi ritrovo improvvisamente come sulle montagne russe, e sono in caduta libera.
Se ho urlato, allora non l'ho fatto apposta. Sono piuttosto sicuro di averlo fatto, purtroppo.
E crollo senza forze sulla scrivania, con Drag ancora dentro, ringhia mentre dà gli ultimi colpi, geme e si scarica con violenza. Quasi riesco a sentirlo esplodere.
«Cazzo... E dire che è solo un antipasto» commenta lui, tutto orgoglioso, mentre ammira la sua opera dopo essersi tirato fuori.
«Adoro vederti colare, Cas» dice, con un ghigno, e mi esplora un attimo con le dita. «Lubrificante naturale made by Drag»
Sono così distrutto che gli cado in braccio. «Prima o poi mi distruggerai il buco» sbotto, mentre Drag mi coccola, appagato come un cazzo di animale. «Lasciami rivestire, tra poco è ora di cena»
Mi divincolo dalle sue braccia, ma ho le gambe così molli che non faccio neanche due passi che cado a quattro zampe, e dire che sto ancora colando.
«Cas, ma che bel spettacolino che stai mettendo su» ridacchia Drag. «Cristo Dio, è così grave? Non pensavo di esserci andato così duro»
«Ma vaffanculo» barcollo mio malgrado, arrossendo violentemente.
C'ho male al culo, cazzo. E più ci penso più arrossisco.
Ma mi sento avvolgere da dietro, Drag mi passa un braccio sotto le ascelle e si carica metà del mio peso addosso e mi lascia un bacio sul collo, fierissimo di aver appena sfondato seriamente il proprio compagno.
«Ti pulisco io il culo» propone.
Mi limito a fare un gemito esausto, va bene, fa' quel che ti pare.
Mi sdraio a pancia in giù e sento Drag che passa un fazzoletto imbevuto d'acqua sul mio sedere, una volta, due, è così rilassante che cerco di sistemarmi meglio contro i cuscini...
«Cena!»
... se l'agente non avesse aperto lo sportellino proprio in quel momento.
prigionia cella rapporti anali dominazione sottomissione gioco di ruolo doccia/refettorio consenso esplicito
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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